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Il mercurio
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Una delle specificità dei rifiuti di sorgenti luminose è la presenza al loro interno di sostanze pericolose per l’ambiente e per l’uomo.
Il mercurio, così come altri metalli pesanti presenti all’interno delle sorgenti luminose, sebbene indispensabile per il corretto funzionamento di queste apparecchiature, rappresenta al tempo stesso la componente pericolosa dei rifiuti che ne derivano.In particolare, il mercurio è una sostanza tossica per l’uomo, cui inconsapevolmente vi si espone attraverso la catena alimentare. Rilasciata nell’atmosfera come rifiuto di scarto proveniente da scarichi industriali o siti naturali, questa sostanza tende a concentrarsi velocemente nel suolo e nei corsi d’acqua, entrando così nel ciclo naturale dell’alimentazione. Il mercurio viene, infatti, velocemente assorbito da piante e animali (specie molluschi e pesci) che lo veicolano all’uomo.
Sottovalutata fino a pochi anni fa, la concentrazione di mercurio nel corpo umano, con tutti gli effetti collaterali negativi che ne derivano, è stata di recente portata in primo piano da una serie di studi condotti su diverse popolazioni di riferimento ed in contesti differenti.
L’assunzione di dosi di mercurio da parte degli esseri umani è risultato essere causa di problemi legati allo sviluppo del sistema neurologico, del sistema cardiovascolare, del sistema immunitario e dell’apparato riproduttivo. Ad essere maggiormente esposte sono le popolazioni che vivono in aree costiere, caratterizzate da consumi importanti di pesce e molluschi, ed in particolare le categorie protette, quali donne incinte e bambini. Il mercurio, infatti, riesce a superare rapidamente la barriera placentare e quella cerebrale, inibendo lo sviluppo mentale del futuro bambino, anche prima della nascita.
Per porre rimedio a questo problema, l’industria illuminotecnica nazionale ed internazionale è impegnata nella progettazione dei nuovi prodotti eco-compatibili limitando, per quanto possibile, la presenza di sostanze pericolose all’interno delle sorgenti luminose. A questo si aggiunge l’impegno del Consorzio Ecolamp, e degli altri consorzi omologhi attivi in tutta Europa con la supervisione di ELC, nell’intercettare la più elevata quantità possibile di rifiuti di illuminazione, con l’obiettivo di mettere in sicurezza e riciclare le componenti pericolose in essi contenute.

