Il 7 agosto scorso è entrato in vigore il Decreto n. 140 del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, contenente criteri e modalità per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE). Lo scopo indicato dal decreto stesso è quello di di facilitare le operazioni di riutilizzo e recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e sostenere il mercato dei materiali riciclati anche per la produzione di nuove AEE.

Per il raggiungimento di questo obiettivo i Produttori di AEE vengono incoraggiati alla progettazione e produzione di apparecchiature con un minore impatto ambientale rispetto a quelle attualmente vendute, attraverso la possibilità di ottenere una riduzione percentuale del peso dell’immesso al consumo dichiarato a Registro e quindi del relativo eco-contributo da versare.

In pratica, nel decreto vengono stabiliti alcuni parametri di valutazione e documenti da sottoporre al Comitato di Vigilanza e Controllo affinché questo, supportato da ISPRA (Istituto Superiore   per   la Protezione dell’ambiente), proceda a valutazione e rilasci un’attestazione per il prodotto che risulta idoneo a ricevere la riduzione dell’eco-contributo.

Questa attestazione da diritto al produttore stesso di applicare un coefficiente percentuale di riduzione del peso dell’immesso da dichiarare a Registro AEE, in relazione al risparmio effettivo di gestione del fine vita di quell’apparecchiatura. Un coefficiente che si applica esclusivamente al prodotto che ha ottenuto la certificazione e per la determinazione del valore dell’eco-contributo relativo al suo immesso al consumo nell’anno successivo ed esclusivamente per un anno.

Il decreto prevede 3 possibili livelli di coefficiente di riduzione dell’immesso:
-5% ; -10%; -20%.

La documentazione minima per la richiesta di attestazione è indicata all’Allegato 1 del Decreto e comprende:

  1. una relazione illustrativa del ciclo produttivo del prodotto oggetto della valutazione, realizzata anche applicando le metodiche del Life Cycle Assessment;
  2. una relazione illustrativa di dettaglio contenente l’analisi del fine vita del prodotto (modalità di gestione, costi, impatto sull’ambiente e consumi energetici). Tale relazione dovrà contenere, inoltre, la quantificazione del beneficio ambientale ed economico derivante dalla nuova eco progettazione del prodotto;
  3. specifiche di manutenzione e riparazione (se applicabile);
  4. specifiche di disassemblaggio (se applicabile);
  5. l’elenco delle certificazioni ISO.

Tra gli ulteriori adempimenti indicati dal medesimo decreto, sempre nell’ottica di una più efficace gestione del fine vita delle AEE, è previsto che i Produttori di AEE:

  1. forniscano agli operatori degli impianti di trattamento adeguato, di recupero e di riciclaggio, nonché agli operatori dei centri di riutilizzo, informazioni gratuite in materia di preparazione per il riutilizzo e di trattamento adeguato;
  2. insieme agli operatori degli impianti di trattamento adeguato, di recupero e di riciclaggio, stipulino tra loro appositi accordi di programma finalizzati alla definizione di linee guida per la progettazione, produzione, attività di smontaggio, di recupero e riciclo ecocompatibili;
  3. favoriscano azioni volte a:
    – aumentare la durata e l’affidabilità dei prodotti;
    – facilitare la manutenzione e la riparazione;
    – facilitare lo sviluppo tecnico e la progettazione modulare dei prodotti;
  4. promuovano e favoriscano l’istituzione di corsi di formazione per addetti ai centri e reti accreditati di riparazione/riutilizzo e sostengano la costituzione di centri e reti accreditate di riparazione e riutilizzo di AEE per garantirne il ricondizionamento;
  5. Promuovano apposite campagne di informazione rivolte ai consumatori finali, finalizzate alla prevenzione della produzione di RAEE e ad un uso consapevole dei prodotti.

Per consultare direttamente il testo del decreto:
http://www.gazzettaufficiale.it/