A chiarimento di alcuni dubbi sorti con l’entrata in vigore, il 12 aprile scorso, del nuovo decreto legislativo sui RAEE (D. Lgs. 49/2014), si precisa che, sulla base dell’attuale testo normativo, pur in assenza di interpretazioni ufficiali, fino al 14 agosto 2018 (periodo transitorio) i lampadari delle abitazioni sono esclusi dall’ambito di applicazione del decreto. Non vanno quindi inseriti nella dichiarazione dell’immesso su mercato (WEEE black box), in quanto non sottoposti ad eco contributo (allegato II punto 5.1) .

La traduzione corretta della parola luminaires presente nella Direttiva europea è apparecchio di illuminazione. La definizione di “lampadari delle abitazioni”, presente nel testo normativo italiano, non è purtroppo del tutto univoca, in quanto non costituisce un termine tecnico sufficientemente chiaro. Inoltre, con le nuove tecnologie, diventa sempre più difficoltoso classificare un apparecchio per tipologia di sorgente e per la sua destinazione (domestico o professionale).

Facendo sempre riferimento al Decreto Legislativo n.49, si ricorda che sono invece da dichiarare tutte le “altre apparecchiature di illuminazione per diffondere o controllare la luce ad eccezione delle lampade a incandescenza” (allegato II punto 5.6).
Spetta quindi a ciascun produttore, sulla base della conoscenza dei propri prodotti, distinguere quelli che sono definibili come “lampadari per abitazioni”, e quelli che invece, pur svolgendo funzioni analoghe ai “lampadari” rientrano nella più ampia definizione di “altre apparecchiature di illuminazione”, ricordando che solo i primi non debbono essere dichiarati e non sono soggetti ad ecocontributo.

Per dettagli e approfondimenti il testo del Decreto è consultabile sul sito Ecolamp a questa pagina https://www.ecolamp.it/il-riciclo/la-normativa/