Il Sistri, sistema di tranciabilità dei rifiuti, sarà definitivamente soppresso a partire da gennaio 2019 e contestualmente non saranno più dovuti i contributi d’iscrizioneLo stabilisce l’articolo 6 del cosiddetto decreto semplificazioni, il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135.

Il nuovo sistema di tranciabilità dei rifiuti sarà invece gestito in maniera diretta dal Ministero dell’Ambiente e, fino alla sua piena operatività, continueranno ad applicarsi gli articoli della normativa ambientale che prevedono la compilazione del registro di carico e scarico, del formulario d’identificazione e della dichiarazione annuale Mud.

“Abbiamo calcolato che attualmente è assicurata la tranciabilità del 65% dei rifiuti speciali – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – L’obiettivo è arrivare almeno al 90% risparmiando soldi e tempo per le aziende. Si deve entrare in una sorta di Sistri 2.0 – ha concluso Costa – che digitalizzi l’intera tranciabilità dei rifiuti e i documenti fiscali, superando in tal modo il doppio binario cartaceo/digitale e il registro di carico e scarico”.

Con il citato articolo 6 del decreto-legge semplificazioni è stata dunque disposta la soppressione del sistema di tranciabilità dei rifiuti SISTRI, che, introdotto nel 2010 (a mezzo del d.lgs. 3 dicembre 2010, n. 205) ha presentato, nel tempo, notevoli criticità applicative.

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare intende definire un nuovo sistema di tranciabilità, al fine di superare le predette criticità, garantire la certezza del diritto e tutelare l’affidamento degli operatori.  

La definizione di un nuovo e più efficiente sistema di tranciabilità si pone inoltre nell’ottica di dare attuazione alle disposizioni della Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 (che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti) la quale, tra le altre cose, prevede che gli Stati membri stabiliscano “un efficace sistema di controllo della qualità e di tranciabilità dei rifiuti urbani”.